Francesco's profileWelcome to the Death Sta...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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Welcome to the Death StarDie jedi May 22 Non è più tempo...Mi ritrovo a scrivere su questo blog dopo tanto tempo, sarà il mio spirito nostalgico che mi spinge qui, in questo posto dove nessuno ormai si addentra più. Sì perché non è più tempo dello spaces di msn è arrivato netlog, ma poi è stato superato pure quello e adesso c'è facebook, il fenomeno facebook. Impazza, ma fino a quando mi viene da chiedermi?? Fino a che non uscirà qualcos'altro che a sua volta lo rimpiazzerà, così via di volta in volta.
Tutto ciò è la prova di come tutto passi e di come poche cose restino, con le cose che se ne vanno se ne vanno pure gli anni e allora c'è chi ne compie 29, e invece chi come il sottoscritto sta per arrivare alla soglia dei 20.
Tutto passa ma serve qualcosa che resti, nessuno si ricorda di questi blog di msn, che ora giacciono qui come luoghi virtuali fantasma, contenenti cronache di anni passati, giornate di adolescenti che non interessavano alla gente appena scritte figuriamoci oggi. Ma di fronte a questo fiume che scorre e che non è mai lo stesso, di fronte a tutto questo divenire eracliteo, serve qualcosa di parmenideo qualcosa che resti, di fronte a tutto questo divenire qualcosa si deve pure fermare per sempre, o meglio per sempre mi pare troppo, ma almeno per questi anni di vita terrena.
Trovarlo non è facile almeno ci si prova.
Il mio spirito nostalgico mi respinge indietro agli anni passati, agli anni in cui scrivevamo su questi blog, basta andare indietro di poco, ma che ora pare tanto, quante cose non saranno più, quante conoscenze lentamente scemeranno, quante amicizie si perderanno per strada, quante cose dovranno essere abbandonate... Ora capisco Peter Pan, crescere a volte costa fatica, specie quando avviene troppo in fretta
P.S: Mi è sempre stato più simpatico Parmenide, sarà l'assonanza del nome
November 25 Quanto tempo?"E chi, chi sarà mai il buttafuori del sole chi lo spinge ogni giorno sulla scena alle prime ore."
In una serata inutilizzata, passata davanti al pc a non far nulla di particolare mi sono ritrovato a scrivere qui sul blog e a ripensare alla storia di questo spazio telematico. Oggi gli spazi di msn sono passati di moda: nessuno ci scrive più, nessuno fa più interventi, nessuno aggiunge più foto. Solo a volte, sporadicamente, qualche nostalgico o antiquato o qualche rigoroso aggiornatore del suo blog si degna di far apparire la stelletta a fianco del suo contatto.
"Quando scadrà l'affitto di questo corpo idiota allora avrò il mio premio come una buona nota."
Gli spaces della microsoft? Passati, come passa tutto del resto.
"Gli arcobaleni d'altri mondi hanno colori che non so lungo i ruscelli d'altri mondi nascono fiori che non ho."
E mi ritrovo a ripercorre la storia di questo mio blog e di quello che ad esso sono collegati, di tutto ciò che ho vissuto in questi 2 anni e mezzi, in parte lo ritrovo dietro agli interventi del blog in parte nei loro silenzi e nella mancanza di interventi. Rieccomi a scrivere come mi succedeva una volta, come mi piaceva fare e mi liberava una volta; mentre ascolto un cd di De André, pure questo non succedeva da tanto tempo, e tra le note di queste canzoni butto giù quest'intervento, non fatto per essere qualcosa di speciale o carino o simpatico o niente di questo genere, ma che mostra tutta la debolezza di chi l'ha fatto, un intervento che non aggiunge niente a chi lo legge o l'ho ha appena letto. Mi ritrovo a scrivere come mi piaceva fare ormai tempo fa ed ecco quest'intervento pubblicato più alla maniera d'oggi che a quella di una volta quindi senza troppo estro e con uno stile sostanzialmente non curato. Un qualcosa di stanco...
"Sopra le tombe d'altri mondi nascono fiori che non so
Ma tra i capelli d'altri amori muoiono fiori che non ho" "La guerra è dappertutto, Marcondiro'ndera la terra è tutta un lutto, chi la consolerà?
Ci penseranno gli uomini, le bestie i fiori i boschi e le stagioni con i mille colori." "Uomini, poiché all'ultimo minuto
non vi assalga il rimorso ormai tardivo per non aver pietà giammai avuto e non diventi rantolo il respiro: sappiate che la morte vi sorveglia gioir nei prati o fra i muri di calce, come crescere il gran guarda il villano finché non sia maturo per la falce" P.S: Troverò una risposta a questo scetticismo esistenziale?? Si è passati dal tempo delle certezze e dei falsi castelli di sabbia al tempo dello scetticismo umano, come la storia della filosofia insegna si ritornerà ad un pensiero positivo, forse non è manco lontano questo tempo... Ma la visione scettica non è stata ancora spurgata e purificata, ciò mi preoccupa August 05 Occhio all'occhio(Perdonatemi il titolo: fa schifo, me ne rendo conto)
Cavolo questa sera, quasi per caso, ho scoperto di avere in faccia una cosa bellissima, che non rimiravo da tanto tempo immane: l'iride. Mi trovavo in bagno quando per caso mi avvicino allo specchio, in quel momento mi sale alla mente la domanda che sembra essere nata dal nulla"Di che colore ce l'avrò l'occhio?", penso che è tanto tempo che non lo guardo da vicino, ho sempre pensato e pensato di averlo marrone, ma a questo punto la curiosità s'è fatta troppo grande, allora avvicino l'occhio allo specchio per carpire anche la più piccola sfumatura del mio iride, per vedere se è un marrone che tende ad un verde o se è un marrone decisamente scuro. Sono vicino lo guardo, non mi accontento, accendo anche la luce appena sopra lo specchio per vederci meglio. Cavolo mi sembra quasi verde, Bellissimo, ma non perché fosse il mio, non sto dicendo che è bello solo il mio, ma che è bello perché iride, con quelle tutti quei disegni che mi sono sempre sembrati petali di fiori, e ora rivedendoli mi hanno dato la stessa impressione di un tempo, si proprio 2 corolle di fiori con tutti i petali. E ora muoio dalla curiosità di cogliere i colori di altri iridi. Cavolo l'iride, che ficata!!!!!!!!
P.S: ho messo qualche immagine di occhi, cliccateci sopra per guardarle meglio
July 07 Ascesa al Monte VentosoOggi ho preso la bicicletta per fare un giro, il solito tra l'altro, in tranquillità. Per passare una mezz’oretta di sfogo leggero all'aperto, anche se faceva caldo. Proprio durante questo mio girovagar mi prende lo schiribizzo di arrivare fino a quella strada che avrò fatto 2 o 3 volte massimo in vita mia, siccome c'ero passato l'altro giorno in macchina con Diego volevo tornarci, in bicicletta, per ammirare le case e tutto il resto in tranquillità. Allora svolto e mi dirigo verso quella strada, c'è un po' di salita prima di arrivarci ma si fa, insomma niente di insormontabile(fino all'anno scorso). Già all'inizio del percorso la salita mi pare più ostica del previsto, poco dopo inizio a sbattere la faccia contro la realtà: la gamba sinistra inizia a piccare, la sento: soffre terribilmente ed io con lei, è affaticata più che mai in confronto alla destra che procede snella e senza alcun problema; invece la sinistra più passa il tempo più diventa rigida: il polpaccio diventa duro e perde tutta la sua elasticità, è diventato praticamente un pezzo di legno, non spinge più ma va avanti per inerzia, trascinato dal moto dei pedali. E dopo un po', mano a mano che la salita si fa più ripida, inizia a far male anche la gamba destra appena sopra il ginocchio, credo sia infiammato, non lo so, forse addirittura scheggiato, fatto sta che mi fa male e adesso il muscolo che gli sta appena sopra ansima, sta annaspando perché deve supplire alla mancanza della spinta da parte della gamba sinistra e vuole evitare che il ginocchio della sua stessa gamba si infiammi troppo, comunque questo ginocchio è una bazzecola rispetto al dolore della gamba sinistra, che sembra aver compiuto chissà quale sforzo. Sono distrutto, inizio a boccheggiare, non ce la faccio più nonostante abbia passato solo la prima salita. Mi vedo, quindi, costretto ad abbandonare il mio obbiettivo, m'accorgo che dove sono arrivato c'è una piccola strada laterale di campagna, simile a quella che avrei voluto percorrere, ma molto più corta; dunque opto per quella, ovviamente non è la stessa cosa, questa è molto più breve e insignificante, poi non era quella che mi ero prefissato, tuttavia mi tocca accontentarmi. Anche questa banale stradina, percorsa ora in queste condizioni, a ritroso diventa faticosa. Fatta questa decido di tornare a casa, ora m'aspetta solo discesa, e durante tale discesa m'accorgo come tutta la parte sinistra del mio corpo sia impallata. Oltre alla gamba adesso anche la spalla e tutto il resto inizia a farsi sentire, quella spalla che ora non mi da quasi più fastidio, rispetto a un anno fa, ma che non è mai tornata quella di un tempo, attraversata da un filo misterioso che la limita e gli rende tutto così difficile, sta lì a mezzo servizio. Rientro a casa e penso ad un anno fa: nonostante iniziassi ad accusare i primi sintomi riuscivo a fare molto di più e con minor sforzo, certo non sono allenato, ma in condizioni normali, pur senza allenamento, ci sarei riuscito ad arrivare fin là. Ma infondo di questo male non ci si muore, quindi m'accontento.
Tornato a casa mi metto a scrivere queste poche righe, sono troppo stanco mi butto sul letto e m'addormento. Il telefono mi sveglia, rieccomi qua a concludere.
Tornare a giocare l'anno prossimo, partire con tutti gli altri ad inizio stagione? Magari, qualcuno pensa che mi sia stufato. Mi piacerebbe tornare a giocare, sì mi piacerebbe... June 15 E se fosse toccato a me?All'improvviso accesero la luce, allora sentii come una voglia irrefrenabile, anzi no, non è corretto dire che era una voglia, era piuttosto un dovere, o meglio una necessità, sì una necessità, la necessità di inginocchiarmi a testa bassa, quindi mi inginocchiai. Ora stavo bene. La luce non cessava.
E iniziai solo allora a pensare a quest'ultimo periodo, quante persone avrei dovuto ringraziare, a quanti amici non ho mai detto "ti voglio bene, grazie per quello che hai fatto per me", poi c'era quella faccenda da sistemare, quello con cui mi dovevo chiarire, quella ragazza da ringraziare, l'altra a cui avrei dovuto dire che mi piaceva, l'amico da perdonare, quella situazione in cui avrei voluto vederci chiaro, quel ragazzo a cui avrei voluto dare un consiglio e poi i parenti, per non parlare di quel lavoro che avrei dovuto finire e che avrei voluto vedere finito, e invece avevo rimandato tutto... Ma adesso era troppo tardi, tutto questo per colpa di uno stupido esame. No non è vero, per colpa mia che avevo scambiato un esame per la vita, e solo ora che è troppo tardi scopro che non era così...
Quel pezzo di carta qui vale meno di niente, quindi non importa il punteggio che c'è stampato, qui non ti fanno mica sconti in base a quello.
La campagna di un uomo ricco aveva dato un buon raccolto. Egli ragionava tra sé: Che farò, poiché non ho dove riporre i miei raccolti? E disse: Farò così: demolirò i miei magazzini e ne costruirò di più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; riposati, mangia, bevi e datti alla gioia. Ma Dio gli disse: Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato di chi sarà? (Lc 12, 16-20)
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